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martedì 18 maggio 2010

LOVE WILL TEAR US APART

Proprio così. L'amore ci farà a pezzi. Trent'anni or sono Ian Curtis, voce e frontman dei Joy Division, decise di togliersi la vita impiccandosi a una rastrelliera in cucina nella sua casa di Macclesfield.

Un inferno, quello di Ian. Un inferno che però coincideva anche con il successo della band in cui cantava, i Joy Division. Due album bellissimi: Unknown Pleasure e Closer, uscito postumo.

La disperazione di Ian Curtis. Sul palco il cantante simulava attacchi di epilessia, dal quale era affetto, e che di sicuro lo portarono alla cronica depressione che lo spinse a uccidersi. Nella canzone She's lost control Curtis racconta di un'amica che morì in una clinica di Manchester a causa delle frequenti crisi epilettiche.

La vita privata di Ian Curtis. Il matrimonio, appena diciannovenne, con la coetanea Deborah Woodruff. La nascita della figlia Nathalie. La separazione da Deborah, a causa della scoperta da parte della donna di una relazione tra il cantante e una giornalista belga.

Poi la morte di Ian. Le parole Love Will Tear Us Apart sulla lapide della tomba. Il suo verso più famoso.

Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris, gli altri Joy Division, diedero in seguito vita al gruppo dei New Order.

Anton Corbijn, fotografo e regista olandese, nel 2007 ha realizzato Control, film che racconta la vita di Ian Curtis. L'attore che interpreta Curtis è Sam Riley. Non so a voi, ma a me sembra la fotocopia del leader dei Joy Division.

Lascio il trailer di Control.

Buona visione.

Zio Robbo


lunedì 19 aprile 2010

DEAD AGAIN

Oggi avevo in mente un altro post, sempre dedicato alla musica ma con un oggetto diverso: gli Anthrax. Avevo pronto il video, un discorso sul loro umorismo, sul rap-metal e invece devo scrivere della morte improvvisa per attacco cardiaco di Peter Steele, frontman dei Type 0 Negative.

48 anni. Fisico imponente e scolpito. Superava di un centimetro i due metri d'altezza. Voce profondissima. Un'icona del metal. I Type 0 Negative, doom/gothic band di Brooklyn, dal 1991 hanno attraversato il panorama metal con il loro macabro e perverso senso dell'umorismo. Steele, personaggio timido e profondamente depresso, incarnava lo spirito negativo della band già dal nome. Un marchio che indicava il gruppo sanguigno 0 negativo e il mood oscuro e malinconico del gruppo.

Dall'album Slow, Deep and Hard passando per The Origin of the Feces, i titoli delle loro canzoni fanno ancora ridere e sor-ridere per il cinismo nero: Prelude to Agony, The Misinterpretation of Silence and its Disastrous Consequences, I Know You're Fucking Someone Else, Kill You Tonight.

My Girfriend's Girlfriend rimane, a mio avviso, il loro singolo, canzone e video migliore. Prendersi in giro per le groupie e cantare della ragazza della mia ragazza...wow!

Life is Killing me e Dead Again, gli ultimi due album, sembravano davvero un prologo alla fine improvvisa del carismatico Steele. Dato per morto nel 2005, con una notizia smentita immediatamente. Finito addirittura su PlayGirl, con delle foto che lo ritraggono nudo e con un cazzo piuttosto grosso tra le gambe. Fake o meno, Peter si considerava davvero un cazzone. Altro gioco di parole che avrebbe adorato.

Poi la leggenda sul vampirismo, a causa di un paio di canini davvero aguzzi.
Altra polemica di Steele, evidenziata dalle canzoni, era verso il sistema sanitario nazionale americano. La band si esibiva spesso con camici verdi da infermiere.

Humour nerissimo e auto-ironia che mi /ci mancheranno, ora.

Lascio un video di un'intervista di Steele al Jerry Springer Show, che ricorda tanto, come talk show, il Patty Winters Show di cui Patrick Bateman, in American Psycho, non perde neanche una puntata. Domani il video di My Girlfriend's Girlfriend.

I can't believe I died last night, I'm fucking dead again!

Buona visione.

Zio Robbo


venerdì 9 aprile 2010

MALCOLM MCLAREN IS DEAD

Uno stimatissimo collega di lavoro mi ha mandato tramite e-mail il link a una pagina dell' Independent che annuncia la morte di Malcolm McLaren in data 8 aprile. Ieri ho trattato l'argomento John Lydon e oggi mi trovo a scrivere dell'ex manager dei Sex Pistols, fondatore e/o inventore (dipende dai punti di vista) insieme a Vivienne Westwood dell'estetica punk, se tale definizione non facesse storcere il naso anche al sottoscritto.

I due avevano aperto nel 1971 il negozio Let it Rock al 430 di King's Road, nel bellissimo quartiere di Chelsea a Londra. Il negozio cambiò nome più volte, seguendo le varie tendenze stilistiche: Too fast to live too young to die, Sex, Seditionaries e infine World's End. L'anno scorso ci sono passato davanti e ho potuto vedere l'insegna con l'orologio che gira al contrario.
Dalla boutique della Westwood partì il fenomeno punk con tutta l'estetica annessa. I Sex Pistols partirono da qui, se vogliamo. John Lydon e Malcolm McLaren hanno sempre avuto un rapporto burrascoso, con feroci battaglie legali per i diritti d'autore.

Per finire un video dei Public Image Limited. Ne ho scritto ieri. Buon ascolto. Zio Robbo


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