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ACHTUNG!

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA. NON VIENE AGGIORNATO PERIODICAMENTE, QUINDI NON RAPPRESENTA UN PRODOTTO EDITORIALE EX L.62/2001

Queste sono le regole...

lunedì 31 maggio 2010

IL GRUNGE

Un video di Urban Jungle molto cinico, dedicato al fenomeno Grunge.

A distanza di tempo mi accorgo che l'unico album veramente bello dei Nirvana, fenomeno nel fenomeno del grunge, è stato In Utero.

Gruppi invece meno commerciali del combo di Cobain & Soci hanno resistito alla dipartita del biondo e disperato cantante di Aberdeen (Wa): Alice In Chains, Stone Temple Pilots, Soundgarden (per citare solo alcuni).

Una fauna molto particolare, un movimento che ha attraversato gli anni 90 lasciando un segno.

Lettura consigliata: Un Amore dell'Altro Mondo di Tommaso Pincio.

Buona visione.


Zio Robbo



venerdì 28 maggio 2010

LA STRADA

Oggi esce al cinema La strada, versione cinematografica del capolavoro omonimo dello scrittore statunitense Cormac McCarthy.

Non voglio spendere troppe parole. Consiglio il romanzo. E vado a vedere il film spinto da una certa curiosità. Appena visionato, magari, tornerò sull'argomento.

Intanto lascio una video-intervista dello scrittore Giuseppe Culicchia dedicata al capolavoro di McCarthy.

Buona visione.

Zio Robbo



giovedì 27 maggio 2010

CHI TI FARESTI? # 2



Altro giro, altro voto...chi preferite, cari lettori e lettrici? Chi vi fareste? Ma soprattutto: chi è Jeffrey Dean Morgan, papà Winchester nella serie tv Supernatural e chi invece Javier Bardem?

Prima di farveli, dovete scoprirlo. Gemelli. Gemelli Diversi? (Perdonate il corsivo, non volevo citare direttamente quel gruppo di zarri che spopolava fino a qualche anno fa e che spero si siano estinti nel frattempo. Si fingevano rapper ma erano solo un gruppo di bianchi zarrissimi come le loro zarrissime canzoni...vallo a spiegare, il rap, ai bianchi!)

Buon televoto.


Zio Robbo

mercoledì 26 maggio 2010

CHI TI FARESTI? # 1

Partiamo con una nuova rubrica. Votazione aperta a tutti gli uomini e a tutte le donne.

Chi preferite tra la colombiana Sofia Vergara a sinistra e l'inglesissima - (di Hexham) - a - dispetto - del - nome Francoise Boufhal a destra?

Sono aperte le votazioni. La Vergara ha partecipato anche alla serie televisiva Modern Family, girata con lo stile del falso documentario.

Zio Robbo preferisce Francoise. Anzi, come si dice su Fac(k)ebook: a Zio Robbo piace questo elemento.

Via al televoto. Fatevi sotto.

Zio Robbo

martedì 25 maggio 2010

PUNK IS DEAD?

Un altro video da Urban Jungle. Dopo il metallaro, il punk. Guardate, meditate, commentate.

John Lydon per me è ancora molto punk. Dopo i Sex Pistols, dopo i Public Image Limited, dopo Open Up con i Leftfield, in cui si è ceduto il posto al computer e al sintetizzatore verso i tradizionali strumenti bassobatteriachitarra, dopo L'Isola Dei Famosi in salsa albionica, a me fa ancora ridere. Quando augura ai vecchi punk di non incastrarsi tra loro con le sedie a rotelle, ai concerti. Quando, durante il reality show, viene attaccato e inseguito da un branco di struzzi, che lui aveva disturbato (leggi: provocato).

L'Oscar al punk andrebbe conferito a GG Allin (se fosse ancora vivo) e ai Murder Junkies. Provare, guardare e ascoltare per credere. Altro che Bad Religion.

Buona (divertente) visione.

Zio Robbo



venerdì 21 maggio 2010

WHAT IT FEELS LIKE FOR MADONNA

Oltre a essere una M.I.L.F. di tutto rispetto, è mitica. Come tutti i miti o la ami o la odi.

Leggenda vuole (sempre che di leggenda si tratti) che il dj veneziano Cristiano Spiller l'abbia mandata a quel paese (ma potrei sbagliare).

Sean Penn qualche pizza in faccia gliel'ha mollata. Guy Ritchie a stare con lei si è rincoglionito, e dopo aver fatto bei filmi come Lock&Stock e The Snatch (consigliati dal blogger e amico La Firma Cangiante) si è un po' perso. D'altronde se stai con Madonna la rotta la perdi. Ora che si son lasciati Ritchie sembra essere tornato sul Pianeta Terra.

Lascio un video di Madonna con Guy Ritchie alla regia...un remix, ma il personaggio interpretato dalla Louise Veronica pare essere uscito da un film di Tarantino.

What It Feels Like For a Girl
.

Buon ascolto e visione.

Zio Robbo



giovedì 20 maggio 2010

SONG 4 MUTYA

Per me è fichissima. Soprattutto da quando ha mollato quelle due zoccole di Keisha e Siobahn, con le quali formava le Sugababes.

Mi piace perché è un bel po' tamarra. Lascio il video di Real Girl, con il campionamento del brano It Ain't Over 'Til It's Over di Lenny Kravitz.

Se cliccate sul titolo del post potete guardare il video di Mutya con i Groove Armada, un pezzo zarrissimo che è anche il titolo del post odierno.

Guardate quanto è figa. Pardon, quanto è bella.

Buona visione e ascolto.

Zio Robbo



mercoledì 19 maggio 2010

UPTOWN GIRL vs ASHES TO ASHES

Ashes To Ahes. Again. Lascio la preview del secondo episodio della terza serie che sto seguendo (finora hanno sottotitolato tre puntate sulle otto previste).

Ci sono tutti. Gene Hunt. Chris Skelton. Ray Carling e un tipo che non sono riuscito a inquadrare. Chi cazzo sarà?

Poi. La bellissima Alex Drake, interpretata da Keeley Hawes. L'Audi Quattro, mascotte della serie.

Ancora. La canzone Uptown Girl di Billy Joel, da cui è tratto lo spunto della preview. La stessa canzone l'hanno rifatta pure quei bambocci della boyband irlandese Westlife. Lasciamo perdere.

Domanda: perché la BBC produce serie tv e preview fichissime? Perché qui da noi, nel paese dei santi, poeti e navigatori questo non accade? La risposta la conosco, ma non voglio ricordarmene.

Se cliccate sul titolo del post, video originale di Billy Joel. Qui sotto, il pezzetto da Ashes To Ashes.

Buon ascolto e visione.

Zio Robbo


martedì 18 maggio 2010

LOVE WILL TEAR US APART

Proprio così. L'amore ci farà a pezzi. Trent'anni or sono Ian Curtis, voce e frontman dei Joy Division, decise di togliersi la vita impiccandosi a una rastrelliera in cucina nella sua casa di Macclesfield.

Un inferno, quello di Ian. Un inferno che però coincideva anche con il successo della band in cui cantava, i Joy Division. Due album bellissimi: Unknown Pleasure e Closer, uscito postumo.

La disperazione di Ian Curtis. Sul palco il cantante simulava attacchi di epilessia, dal quale era affetto, e che di sicuro lo portarono alla cronica depressione che lo spinse a uccidersi. Nella canzone She's lost control Curtis racconta di un'amica che morì in una clinica di Manchester a causa delle frequenti crisi epilettiche.

La vita privata di Ian Curtis. Il matrimonio, appena diciannovenne, con la coetanea Deborah Woodruff. La nascita della figlia Nathalie. La separazione da Deborah, a causa della scoperta da parte della donna di una relazione tra il cantante e una giornalista belga.

Poi la morte di Ian. Le parole Love Will Tear Us Apart sulla lapide della tomba. Il suo verso più famoso.

Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris, gli altri Joy Division, diedero in seguito vita al gruppo dei New Order.

Anton Corbijn, fotografo e regista olandese, nel 2007 ha realizzato Control, film che racconta la vita di Ian Curtis. L'attore che interpreta Curtis è Sam Riley. Non so a voi, ma a me sembra la fotocopia del leader dei Joy Division.

Lascio il trailer di Control.

Buona visione.

Zio Robbo


lunedì 17 maggio 2010

IL METALLARO

Segnalato da due colleghi, lascio questo video di Urban Jungle. Seguiranno altri esempi di fauna metropolitana a me cari e vicini.

Guardate e ridete. Tutto vero. Il metallaro è proprio così. Provare per credere.

Bisogna ricordare Scott Ian e gli Anthrax. Di nuovo. Con loro l'immagine del metallaro ha avuto una svolta: bermuda, skate, stickball, cappellini da baseball, capelli rasati a zero.

Le ballate, poi. Le ho sempre detestate.

DALLABNIKUFESIN!

Buona visione (e tante ghignate!)

Zio Robbo


venerdì 14 maggio 2010

ASHES TO ASHES

Il plot, se così lo vogliamo definire, è identico a Life On Mars. Anche la canzone del titolo della serie è un pezzo di David Bowie.

In Ashes To Ashes Alex Drake, agente di polizia della Metropolitan Police di Londra, viene colpita da un proiettile e dal 2008 si risveglia nel 1981. Qui ritrova Gene Hunt, il capo ispettore di polizia di Manchester già collega e amico di Sam Tyler, trasferito a Londra insieme a Ray Carling e Chris Skelton.

Anche Alex, come Sam, cercherà di capire come tornare nel 2008. Avendo studiato il caso di Sam Tyler, la permanenza nel 1981 le darà anche le possibilità di mettersi sulle tracce del collega, per riuscire a comprendere la situazione in cui è stata catapultata.

Alex affronta casi di omicidio e lotterà la criminalità comune e organizzata come già aveva fatto Sam Tyler. Alla squadra composta da Alex, Gene, Ray e Chris si aggiunge la poliziotta Sharon Shaz Granger (interpretata da Montserrat Lombard).

Nella prima serie Alex viene perseguitata da un clown identico a quello interpretato da David Bowie nel video di Ashes to Ahes (se cliccate sul titolo del post potete guardare il video originale). Nella terze serie, in onda in questo periodo, Alex cercherà di far luce sul rapporto tra Sam Tyler e Gene Hunt, cercando di capire chi si cela davvero sotto i panni di quest'ultimo.

Da oscar la colonna sonora delle tre serie. The Clash, The Stranglers, Duran Duran, Ultravox, OMD, Visage, Madness. Il meglio degli anni 80. Poi la bellezza di Alex, interpretata dalla stupenda Keeley Hawes. E infine la rombante Audi 4 di Gene Hunt, simbolo e mascotte della serie.

Lascio un mix di immagini della prima serie. Colonna sonora: Fade To Grey dei Visage. Nessuno spoiler, non temete. Solo un mix.

Buona visione e ascolto.

Zio Robbo

mercoledì 12 maggio 2010

THEY LIVE!

Dopo 1997: Fuga da New York e Grosso guaio a Chinatown e prima di Fuga da Los Angeles (di nuovo con Snake Jena Plissken) e il Seme della follia (dove un detective interpretato da Sam Neill deve ritrovare Sutter Cane, scrittore di horror che vende più di Stephen King), Carpenter ci ha regalato il magnifico They Live (Essi Vivono).

Un film politico, sociologico e filosofico. Pari al potentissimo e visionario Dawn Of The Dead (Zombi) di George A. Romero. Girato giusto dieci anni prima. Come ho scritto nel post di martedì 13 aprile, l'iperrealismo di Romero affrontava con un tocco filosofico e critico la società dei consumi e quelli che sono diventati i non-luoghi per eccellenza, i moderni centri commerciali.

In Essi Vivono il protagonista John Nada (interpretato dall'attore e wrestler canadese Roderick Toombs) si trasferisce a Los Angeles dove trova lavoro come operio in un cantiere. Qui entra in possesso di una scatola colma di occhiali da sole neri. Indossandoli, scopre una terribile verità: un mondo in bianco nero dove moltissime persone hanno le sembianze di grotteschi umanoidi simili a zombi. Nada capisce che sono alieni pronti a schiavizzare l'umanità, farcendo la realtà con inquietanti messaggi subliminali, visibili solo con gli speciali occhiali da sole ritrovati nella scatola.
John cerca di affrontare gli invasori.

Nel film gli alieni non rappresentano più il male del comunismo, ma sono il Reaganismo rappresentato dagli Yuppies (comunicano tra di loro addirittura con i Rolex che portano al polso). Nada rappresenta il riscatto (eventuale) della classe operaia e di tutta la frangia degli estremisti delle teorie della cospirazione e del complotto.

Guardate sia Zombi (di cui ho già lasciato un pezzetto visivo) ed Essi Vivono, di cui lascio il momento in cui John trova gli occhiali speciali.

Buona visione.

Zio Robbo



martedì 11 maggio 2010

THE GREATEST AMERICAN HERO

Il 24 marzo scorso Robert Culp è morto a 79 anni per un trauma cranico, riportato dopo un'accidentale caduta nella sua villa di Los Angeles. Lo voglio salutare, un po' in ritardo, unendomi al saluto di tanti ragazzi che come me lo ricordano nei panni dell'agente dell'FBI Bill Maxwell nella serie televisiva The Greatest American Hero (Ralph supermaxieroe).

Culp era attore e sceneggiatore. Aveva cominciato la sua brillante carriera accanto a Bill Cosby nella serie Le Spie, tra il 1965 e il 1968.

Nel 1981 torna sugli schermi accanto a William Katt, attore famoso a livello internazionale per Big Wednesday (Un mercoledì da leoni), nel telefilm conosciuto in Italia come Ralph supermaxieroe.
Nelle tre serie Katt interpreta Ralph Hinkley, un'insegnante che riceve dagli alieni una tutina rossa che gli permette di diventare una sorta di moderno Supereroe (un Superman, visto il mantello). Ralph perde il manuale delle istruzioni e deve arrangiarsi a provare con vari e comici tentativi tutti i poteri che ha indossando la tutina rossa. Nelle puntate viene affiancato appunto da Culp che interpreta Bill Maxwell e da Connie Sellecca (Pam, la fidanzata di Ralph).

Il plot della vicenda ruota attorno ai tre protagonisti impegnati in attività superumane in un mondo reale. Ralph diventa l'antieroe per eccellenza, una sorta di supereroe con super problemi (come Capitan America). Ricordo la bellissima puntata dove Ralph ri-incontra gli extraterrestri che gli hanno lasciato la tutina in dono...puntata struggente e delicata come potevano esserlo solo alcune serie tv americane del tempo.

Ciao Robert. Ciao da tutti quelli che ricordano Bill Maxwell.

Lascio la sigla della serie. Preparate i fazzoletti. Zio Robbo è un po' stufo di scrivere necrologi di memoria. Ma è inevitabile.


Believe it or not, i'm walking on air.


Buona Visione.


Zio Robbo



lunedì 10 maggio 2010

ATTACCO SOLARE! ENERGIA!

Nel post del 7 aprile ho lasciato il video della sigla di Lupin III Planet O.

Ho pensato quindi di cominciare a inserire le sigle o le scene più significative dei cartoni animati da me preferiti. Negli anni 80, mentre la televisione forniva alle nostre mamme Dallas, Dinasty, Capitol o le telenovelas sud-americane quali Topazio, Manuela e Milagros, noi decenni dell'epoca ci sparavamo pere di cartoni animati bellissimi (di sicuro ora capisco perché sono un drogato di serie tv...quei cartoni animati erano vere e proprie serie tv!)

C'era di tutto: quelli avventurosi (Flo la piccola Robinson o D'Artagnan), quelli classici (Lady Oscar o Il Tulipano Nero), quelli incestuosi (Georgie), quelli spiritosi (Ransie la strega), quelli soft-core (Lamù, Pollon e il censuratissimo Lupin III), quelli spaventosi (Bem il mostro umano), quelli apocalittici (Ken il Guerriero), quelli che ti facevano venire voglia di impiccarti in bagno (Sarah Lovely Sarah).

Una Marea. Ricordarli tutti è impossibile.

Nelle serie robotiche per me il migliore è Daitarn 3. Una serie animata che ha fatto davvero sognare un'intera generazione. Dopo Ufo Robot Goldrake (che provocò addirittura un'interrogazione parlamentare per la presunta violenza della serie...genitori benpensanti con forconi e torce con cui appiccare roghi...Devilman era ancora di là a venire e qui in Italia sono riusciti pure a censurare L'incantevole Creamy), Jeeg e Mazinga, ecco Daitarn.

Ci sarebbe tanto da scrivere. Aran Banjo, somigliante quasi a uno 007 con la licenza di uccidere, che parla con un videofonino al polso. Beauty Tachibana e Reika Sanjo, le due bonazze al suo fianco. Garrison Tokida, che sembra il maggiordomo di Batman. Toppy. La Mach Patrol. Attacco solare. Scissione attacco solare.

I cattivi. Don Zauker, il primo mostruoso Meganoide. Koros, quella figa pazzesca, Comandante Supremo dei Meganoidi. I Meganoidi che si trasformano in Megaborg per combattere il Daitarn.

E poi lui. Daitarn. Il più grande. Che fa le faccine quando combatte. Cugino più grande del simpatico Trider G-7. Robot a basso impatto ambientale, visto che utilizza l'energia solare. Mentre i Megaborg esplodono in un fungo atomico a ogni puntata.

Se cliccate sul titolo del post, verrete rimandati a un sito particolarmente ricco di informazioni (a nome di Luca Franchi...non saltate l'intro!)

Come video, ovvio, la sigla italiana. Bellissima.

La pace regnerà nel mondo, perchè i Meganoidi verrano distrutti da Daitarn 3...e se non temi la mia potenza...fatti avanti! (Aran Banjo)

Buona visione.


Zio Robbo



venerdì 7 maggio 2010

MOONY

Grazie a Morgana, che nel commento al post su Sophie Ellis Bextor di mercoledì 5 maggio ha linkato l'esibizione dal vivo di Moony a un Festivalbar, oggi lascio il video di Moony della canzone Acrobats (Looking for balance).

Monica Bragato è una cantante italiana. La prima volta che ho sentito la sua voce il singolo che trasmettevano in radio era Point of view dei DB Boulevard, trio musicale tra house e pop(ular) music di cui fa ancora parte Tommy Vee, salito alla ribalta per la partecipazione a un'edizione del padre di tutti i Reality, Il Grande Fratello.

Poi ho ascoltato Dove (I'll be loving you), di cui Morgana ci ha regalato il video di cui sopra. Poi Acrobats, che lascio a fine post, visibile anche cliccando sul titolo dell'odierno post, onde evitare censure varie.

Nel video appare anche la gemella di Moony. La gemella. Due Moony. Zio Robbo non ha parole.

Ricapitoliamo: prima Moony (e la gemella), poi Sophie Ellis Bextor in versione Mistress BDSM. Poi Eva Amurri. Poi Madeline Zima (di cui cercherò qualche video). Poi mettiamoci pure Liz White. E poi anche Keeley Hawes. E Mutya Buena. E Sara Ramirez.

Godetevi, as usual, la voce e la bellezza di Moony. Moony, Where Art Thou?

Zio Robbo



giovedì 6 maggio 2010

CALIFORNICATION - PARTE TERZA

Ultima visione per Hank Moody. Un risveglio un po' particolare. Guest star della terza serie Eva Amurri, nella parte di una studentessa che fa anche la spogliarellista...Eva, figlia di Susan Sarandon e Franco Amurri...giudicate voi. Non mi sembra proprio un cesso a pedali, no? Infatti Zio Hank se la corica più volte.

In ogni caso, dovessi scegliere, prima Moony (di cui arriverà il post al più presto!), poi Sophie Ellis Bextor, poi Eva Amurri e se mi rimane fiato pure Madeline Zima, sogno e incubo di Hank nella prima serie. Anche tutte e quattro assieme, volendo (Zio Robbo, Zio Robbo!)

Visto che qualche censore ha oscurato per violazione dei termini d'uso Murder On The Dance Floor postato a fine post (che bel gioco di parole del cazzo!) ieri, potete cliccare sul titolo del post odierno per gustarvi la Sophie con le calzature e la capigliatura da Mistress. I roghi che infiammarono l'Europa dal Cinquecento in poi ancora fanno vedere il loro bagliori. Ahimé.

Buona Visione.



Zio Robbo (UnBound)


mercoledì 5 maggio 2010

ANOTHER DAY AT THE SOPHIE ELLIS BEXTOR SHOW!

Eccola. Di nuovo. La divina Sophie. Il video che lascio a fine post è Murder On The Dance Floor.

Non vorrei sbagliare ma a me sembra una rivistazione in chiave ironica e musicale del piccolo capolavoro di Horace McCoy Non si uccidono così anche i cavalli (vi consiglio anche l'altrettanto stupendo Un bacio e addio, dello stesso autore), trasposto in pellicola da Sidney Pollack nel 1969.

Nel romanzo e nel film si narra di una spietata gara di ballo dove dei poveri disperati devono ballare fino allo stremo delle forze...una sorta di Reality Show ante litteram (e mi sovviene anche il terribile e struggente La Lunga Marcia di Richard Bachman aka Stephen King, dove cento giovani marciatori devono marciare dal confine del Maine con il Canada fino a quando...ne resterà soltanto uno).

Sophie li elimina lei tutti gli altri. Notate che calzature indossa. Me la vedo già vestita da Mistress, che mi sculaccia con il frustino...wow! Zio Robbo in chiave BDSM!!

Se cliccate sul titolo, altro video della divina Mistress.

La prossima volta toccherà all'altrettanto stupenda Moony (chi se la ricorda alzi la mano).

Buon ascolto e visione.


Zio Robbo (Bound)


lunedì 3 maggio 2010

SUPERNATURAL

Volevano sospenderla alla seconda serie. Invece la CW, nata dalla fusione dei due network WB e UPN, ne ha confermata una sesta.
Per fortuna.
FlashForward e Supernatural sono le Serie Tv che adoro più delle altre, in questo preciso momento storico.
Quest’ultima narra le vicende dei due fratelli Dean e Sam Winchester e la loro battaglia contro demoni, spettri e altre varie creature del soprannaturale. I due fratelli sono pervasi dall’American Spirit, ancora più di Snake Plissken nel finale di Escape from Los Angeles. Altro che Star and Stripes. Loro sono le stelle e le strisce della bandiera.

Il punto di partenza della serie è la morte della madre dei due ragazzi a causa di un demone che incendia la loro casa. John, il padre, riesce a portare in salvo i figli.
La prima serie mostra il ri-avvicinamento dei due fratelli ormai adulti. La morte della fidanzata di Sam, uccisa in modo identico alla madre, convince il ragazzo a seguire il fratello maggiore nella caccia ai demoni. Il padre, ex-marine, ha addestrato i figli all'eliminazione di ogni tipo di essere soprannaturale.
La caccia, dunque, riprende. Dean e Sam, a bordo di una Chevrolet Impala, come in un road-movie, si muovono attraverso gli Stati Uniti d’America alla ricerca del padre, eliminando demoni e quant’altro. Le puntate, seppur legate tra loro dal filo rosso della caccia e della ricerca-assenza della figura paterna, sono molto più auto-conclusive rispetto alle serie successive.
In queste, infatti, si aggiungono un patto demoniaco tra John Winchester e il demone Azazel e un contratto che costringerà Dean alle pene dell’Inferno, nella versione televisivo-dantesca dei gironi infernali.
Nella quarta serie, la migliore a mio parere, alla tradizionale battaglia con i demoni si aggiunge quella degli angeli del paradiso contro i demoni, per impedire l’apertura dei sessantasei sigilli che permetterebbero la liberazione di Lucifero.
Liberazione che però avviene. Si scatena l’Apocalisse, i quattro cavalieri compaiono sulla terra, l’umanità attende l’intervento (Provvidenziale? Distruttivo?) degli Arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele. Chissà come finirà la quinta serie. Quale sarà il ruolo e il destino dei due Winchester? Che cosa avranno preparato gli autori per la sesta?

Una curiosità. Guardate una foto di John Winchester (interpretato dall’attore Jeffrey Dean Morgan) e guardate una foto di Javier Bardem. Ditemi se non sono gemelli separati alla nascita.

Lascio un riassunto della prima serie, sulle note di Carry On Wayward Son dei Kansas.

Buon ascolto e visione.

Zio Robbo


venerdì 30 aprile 2010

LA HAINE

Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.

Quando ho visto per la prima volta il film La Haine di Kassovitz era un sabato sera di non mi ricordo più quale mese del 1995 o 1996. Credo fosse il 95. Non rammento se primavera o autunno. Ero insieme con una ragazza, Teresa, e facevamo coppia fissa da qualche settimana. Pioveva. Non avevo ancora l'auto.

A lei non piacque per niente. Io rimasi entusiasta. A lei non piacque perché l'avevano proiettato in francese, con i sottotitoli. Quando lo rividi qualche anno dopo, in italiano, capii che era stata una fortuna vederlo sottotitolato. In italiano non rende così bene. Poi qualcuno mi spiegò che i dialoghi originali erano in verlan, il gergo parigino dove le parole vengono pronunciate al contrario.

Mi aveva colpito la potenza espressiva delle immagini. Il bianco e nero. La storia, semplice, di Vincent, Hubert e Saïd. Un ebreo, un negro e un maghrebino. Come una barzelletta. Che però non fa ridere.

Ventiquattro ore nella vita di questi tre ragazzi. Dopo la rivolta delle banlieue per l'uccisione di un ragazzo da parte della polizia. Vincent trova la pistola di un poliziotto. Ecco la metafora della frase in corsivo, di Hubert, a inizio post.

Guardate La Haine. In lingua originale. Kassovitz nel tempo si è davvero perso per strada. Nel film interpreta la parte di uno skinhead che poi ha la peggio sui tre ragazzi.

Noi italiani non saremo mai come i francesi. Loro sono riusciti a rovesciare una monarchia. Noi siamo l'italia da operetta. Il popolo di santi, poeti e navigatori. L'esercito di Masaniello.

Il 90% dei ragazzi alternativi, di sinistra, quelli dei centri sociali, non saranno mai dei veri proletari. Fingeranno sempre si esserlo. Fino a quando l'azienda del papà o lo studio rinomato della mamma aprirà loro le porte di un (dorato) futuro.

Termino con le parole di Pasolini. Io detesto la brutalità della polizia e qualsiasi tipo di violenza che metta a tacere la libertà di espressione dell'individuo. Dai roghi del Cinquecento alla violenza generalizzata nei paesi dove non ci si può opporre a un regime. Però Pasolini aveva ragione, dopo la Battaglia di Valle Giulia. Fascismo di sinistra? Ma per piacere.

Quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti. Perché i poliziotti sono figli dei poveri.

Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri.

Lascio la parte iniziale de La Haine.

Buon ascolto e visione.


Zio Robbo



giovedì 29 aprile 2010

CALIFORNICATION - PARTE SECONDA

Hank Moody again.

Dalla seconda serie. Un incontro al supermarket. In perfetto Moody's style.

Buona visione.

Zio Robbo (con un mal di testa impertinente)




mercoledì 28 aprile 2010

SOPHIE ELLIS BEXTOR: NON È IL MIO TIPO MA ME LA FAREI MOLTO VOLENTIERI

Davvero. Non è il mio tipo (magari prima mi farei Moony, di cui parlerò un'altra volta), però è davvero bella. Anzi. È figa. Punto.

Vera bellezza inglese (nata nel West Middlesex), cantante e modella, mi piace, mi piace, mi piace. Le canzoni, seppur tendenti al quel magma confuso che si può etichettare come pop(ular) music, mi piacciono.

Lascio il primo video in cui l'ho vista, anni addietro. Il pezzo è del dj veneziano Cristiano Spiller (che appare anche nel video).

La canzone è Groovejet (If This Ain't Love).

Rifatevi orecchie e occhi.

Buona visione.


Zio Robbo




martedì 27 aprile 2010

LIFE ON MARS?

Oggi su Torino il cielo mi sembra come quello che ho visto quest’estate in Scozia. Piove a tratti. Scottish Summer Rain. Mah.

Parliamo di serie tv. Parliamo di Life On Mars. Versione inglese.

Prodotta dalla BBC nel 2006, in due serie da otto episodi l’una seguiamo le vicende di Sam Tyler(interpretato da John Simm), ispettore capo della Polizia di Manchester. Durante un’indagine viene investito da un’auto in corsa (appena dopo aver ascoltato Life On Mars? di David Bowie) e si ritrova catapultato dal 2006 al 1973.

Qui comincia la sua nuova vita da ispettore, in un distretto supervisionato dall’ispettore capo Gene Hunt (interpretato da Philip Glenister), decisamente sopra le righe e con un incomprensibile accento di Manchester.
Insieme a Sam, nella nuova squadra investigativa, ci sono i colleghi Ray Carling (interpretato da Dean Andrews), Chris Skelton (interpretato da Marshall Lancaster) e Annie Cartwright (interpretata dalla bellissima attrice Liz White).

Attorno a loro si dipana l’intreccio poliziesco della serie, tra omicidi, rapine, sequestri e traffico di droga. La parte di Science Fiction ruota attorno alle allucinazioni uditive (radio, ricetrasmittenti e televisioni mandano messaggi a Sam) e visive (una bambina bionda con un pupazzo) del protagonista. Sam è in coma o ha davvero viaggiato nel tempo?
Le domande si avranno solo alla fine.

Lascio il video delle sequenze finali della serie. Non voglio togliere il piacere a nessuno, sia ben chiaro. Non è uno spoiler.
È una scena intensa. Sembra dare un significato. Invece bisogna guardare le due stagioni per comprenderla. Ci sono almeno tre finali possibili, dopo questa scena.

Di Life On Mars è stata fatta anche una versione americana. Analoga vicenda, però ambientata a New York. 17 episodi all’inizio simili all’omologo inglese, che poi prendono una rotta diversa. Da segnalare Harvey Keitel nei panni di Gene Hunt, una versione comica e più kitsch del Cattivo Tenente interpretato da Keitel nell’omonimo film di Abel Ferrara.

Se cliccate sul titolo del post, potete gustarvi l’intera canzone Life On Mars? interpretata da David Bowie.

Buona visione.

Zio Robbo


lunedì 26 aprile 2010

UOMINI E DONNE?

Il titolo del post è una provocazione, un pretesto verso il terribile programma televisivo. È un "pezzo" contenuto in-quella-cosa-a-cui-sto-lavorando-da-nove-mesi-che-si-può-almeno-definire-manoscritto. Sedetevi. Ponetevi delle domande (fondamentale). Provate a darvi le risposte (essenziale). Nessun video. Non sapevo cosa aggiungere. Immaginate voi. Utilizzate il vostro cinema mentale.

Vito Walter Luongo

Ci sono ragazzi che sono in grado di lasciare una ragazza. Io non sono tra questi. Le ragazze, le donne, sono molto più determinate e decise della maggior parte di noi uomini. Ne sono convinto.
Quando prendono la decisione, non demordono. Non tornano indietro. No.

I ragazzi, gli uomini…è diverso. Se mollano una ragazza è perché sono davvero stufi della relazione o perché sono davvero dei dritti. Dei fighi. Mollano la tipa per rinegoziare i termini del rapporto con Lei. In questa fase le ragazze, di solito astute come volpi e spietate come mantidi religiose, diventano molli come budini e seppur non proprio innamorate di Lui cadono in una strana forma acuta di depressione simile alle paranoie delle quindicenni nei primi due anni delle scuole superiori. Non vogliono essere lasciate. Devono essere loro a lasciare. E che cazzo. Intanto il Lui di turno magari se la spassa con una di quelle ragazze che vogliono solo divertirsi come Cindy Lauper. Nel frattempo Lei cerca conforto nelle amiche o ex-amiche che ritrova dopo tanto tempo, esce, incontra nuovi ganzi ma il suo cuore batte solo per Lui, a cui giura fedeltà e amore eterno. Lui si stanca delle ragazze che vogliono solo divertirsi come Cindy Lauper, riprende i contatti con Lei, la lascia rosolare ancora un po’ a fuoco lento, poi le dichiara fedeltà e amore eterno. Avendo così la meglio su di Lei, ormai imbambolata dopo tanto dolore ma ora Sua Per Sempre. Solo qui le donne mostrano la loro vera debolezza. Il loro punto debole. L’abbandono e il dolore che consegue le rendono deficienti. Invece di mandare affanculo Lui dopo aver patito le pene dell’inferno, cascano a piedi uniti nella trappola. Per sempre. Il nostro sarà un amore infinito, vero? Ma per piacere.

Ecco. Vorrei essere il Lui di turno. Far parte di quella minoranza di stra-fighi. Invece sto nella maggioranza. Nella parte sbagliata. Come al solito.
In quella minoranza ci sono anche quei ragazzi, quegli uomini che riescono a non tornare sui propri passi. Che però non rendono un favore alla società. No. Trasformano le donne abbandonate in veri e propri mostri di acidità. Decise ad annientare qualsiasi maschio che si avvicini a Loro. Lamentandosi poi di non trovare Il Principe Azzurro. Riusciremo mai a comprenderci, uomini e donne, ragazzi e ragazze?

No. Non ci riusciremo. Mai.

sabato 24 aprile 2010

THERE IS ONLY ME SIR

Un altro sketch dei Monty Phyton.

La lingua inglese come musica per le orecchie.

Finale a sorpresa.

Buona visione.

Zio Robbo



venerdì 23 aprile 2010

LUST FOR LIFE

Il primo post al blog era terminato con il titolo in oggetto.

Cliccate sul video per gustarvi l'Iguana che balla. Arrivarci alla sua età con quel fisico. Magari non con quella faccia.

Ricordo di aver sentito per radio che durante un'intervista, il giornalista di turno chiese all'Iguana:

"Iggy, ma perché invece di Pop non ti sei chiamato Rock?"

Come risposta pare che l'Iguana gli abbia sputato in faccia, andandosene via.

Vero Punk. Lust For Life.

Zio Robbo

CALIFORNICATION MOODY

Torniamo alle serie televisive. Parlare di tutte le serie tv è impossibile, ma cercherò di tracciare un percorso soggettivo elencando volta per volta quelle che preferisco in assoluto (tutte hanno qualcosa di valido, da un punto di vista oggettivo, ma i gusti personali sono i veri padroni).

In questo preciso momento storico adoro FlashForward. La serie, tramessa dal network ABC, non sta più riscuotendo ottimi ascolti. Rischia addirittura il non rinnovo. Soppiantata, ovvio, da Lost (a cui preferisco Alias e Fringe, se vogliamo citare altre due creature di J.J.Abrams).
In un altro momento, aiutandomi anche con TvZapper, elencherò i vari motivi per cui oggettivamente Lost non è la migliore delle serie tv (anche se devo vedere ancora quinta e sesta stagione) e i motivi per cui FlashForward non è mai del tutto decollata, e perché a me piace così tanto, invece. C'è anche il libro dello scrittore canadese R.J. Sawyer, FlashForward - Avanti nel tempo da cui è stata tratta la sceneggiatura della serie. Non voglio, però, ancora leggerlo. Un po' perché la fantascienza scritta non mi fa impazzire, un po' perché fino a quando non sarà chiusa la serie voglio che Mark Benford e soci si muovano nella mia fantasia con le immagini televisive che mi tengono compagnia per quaranta minuti nel fine settimana. Guardate FlashForward. Lo faccio apposta a non mettere prewiew o intro da YouTube. Ve lo dovete guardare. Ve lo dovete gustare.

Voglio invece parlarvi brevemente (odio gli avverbi ma poi finisco per utilizzarli sempre) di Californication.
Un ottimo prodotto della ShowTime. Network tra i migliori in circolazione, che ha saputo osare producendo serie tv che rappresentano la realtà senza falsi pudori, fino al limite del presentabile quali Dexter, serial killer che elimina i serial killer o Secret Diary of a Call Girl, su una ragazza che per mantenersi diventa prostituta d'alto bordo da 300 sterline all’ora. Tornerò a tempo debito sulle singole serie.

Californication narra le vicende di Hank Moody (interpretato da uno splendido David Duchovny) scrittore di successo che da New York torna a Los Angeles per seguire la trasposizione su pellicola del suo ultimo romanzo. Ne ha scritti tre, di libri, che hanno i titoli di dischi degli Slayer: South of Heaven, Season in the Abyss e God Hates Us All (quest’ultimo è quello che dovrà diventare un film).

Nell’odiata L.A. Hank deve fare i conti con una bella crisi creativa ed esistenziale. Non riesce a scrivere e cerca di recuperare il rapporto di padre con la figlia Rebecca, aspirante musicista e adolescente e di marito con l’ex moglie Karen. Hank finisce sempre per cadere negli eccessi dell’alcool e del sesso: riesce a copulare con qualsiasi donna piacente che gli stia a meno di mezzo metro di distanza. Esilaranti le avventure con il proprio agente letterario (interpretato da Evan Handler, già presente in Sex and the City) e con tutta una serie di personaggi affascinanti quanto bizzarri presenti nel sottobosco di Los Angeles, Hollywood e dintorni.

L’omaggio letterario a Charles Bukowski è evidente già dal nome di Moody, Hank (Hank Chinaski era l’alter ego letterario di Bukowski) e dal mood in prevalenza eccessivo verso il bere e le donne. Tanto Bukowski era butterato e brutto, tanto Hank è un figo. Un vero figo. David Duchovny è rinato davvero, dopo aver accantonato i panni del pallosissimo agente Fox Mulder in X-Files.
Un personaggio sopra le righe e un magnete per le donne: tutte si svestono e si strappano i capelli per Hank.

La serie è arrivata a tre stagioni complete. Si attende la quarta, prevista per il prossimo settembre.

Volevo postare la splendida sigla, ma ho optato per la prima scena della serie. Qualche tempo fa avevo scritto un brevissimo racconto in cui ho messo su carta le immagini che seguiranno. Una cosa divertente che non farò mai più, per citare David Foster Wallace. Nei prossimi post inserirò una scena della seconda e terza serie.
Non avendo trovato nulla in lingua originale e sottotitoli (serial e film andrebbero visti sempre così, non me ne vogliano i nostri favolosi doppiatori) il video è in italiano. Non è doppiato così male. Anzi.

Un’ultima nota. I Red Hot Chili Peppers hanno fatto causa alla ShowTime a causa del titolo della serie, uguale a un loro album del 1999.
Dico: ma non potete pensare a tornare a creare dischi come Mother’s Milk o Blood Sugar Sex Magik invece di pensare a queste cazzate e a dischi di merda come Californication? Godetevi Hank. È meglio.

Chi si ritiene offeso dalla scena che segue è un perfetto idiota. Si faccia curare.

Who am I to argue? ‘Nuff Said.

Buona visione.

Zio Robbo



mercoledì 21 aprile 2010

NINA NIHIL. ISTRUZIONI PER L'USO.

Come ho promesso e giurato ieri, niente video. Se ne parla domani. Oggi voglio pubblicare sul blog di Zio Robbo la recensione che ho scritto e regalato a colei che considero ormai un'amica e una persona di tutto rispetto: Marta Casarini. Marta ha esordito l'autunno scorso con il romanzo "Nina Nihil giù per terra" per la Voras Edizioni. Il libro mi è piaciuto tantissimo, gradevole e garbato tanto quanto lo è l'autrice. Lo so, ha un effetto strano quello di "postare" un pezzo scritto da Me Medesimo, abbiano pazienza i miei cinque lettori. Un omaggio e un riconoscimento alla bravura di Marta, in ogni caso. Sosteniamo Marta, sosteniamo Voras Edizioni, sosteniamo la piccola e media editoria.

Buona lettura.

Vito Walter Luongo

"Nina è impegnata nell’attività di babysitter. Deve badare alla Cagona, neonata dedita a tre attività fondamentali: pappa, cacca, nanna. Il problema è che la Cagona è legata in modo particolare alla seconda delle tre attività. Molto freudiano. Caga tanto, tantissimo. Come Regan vomitava zuppa di piselli e improperi ne L’esorcista di Friedkin, lei spruzza quintali di merda che Nina deve pulire. Anche i ricchi cagano, anche la borghesia lascia tracce dei propri escrementi, saturi di alimenti bio-logici, che vanno tanto di moda. La mamma della Cagona, la datrice di lavoro di Nina, è una di quelle donne che dopo una giovinezza pasionaria e rivoluzionaria, si è fatta assorbire dalle mode del riflusso degli anni novanta e duemila, diventando una delle tante madame isteriche che imperano nelle ville delle grandi città. Questo è il punto di partenza. Tragico. Nina non si scoraggia. No.

Come contraltare alla Cagona, il lavoro di babysitter le regala soddisfazioni quando è in compagnia di Mela, un concentrato dodicenne di rabbia e dolcezza che si sta affacciando all’adolescenza. Nina racconta a Mela la propria esistenza di ragazzona sovrappeso che si spiaccica per terra e parla con gli oggetti. Li considera vivi. Parlanti. Presenti. La bellezza di Nina è nella burrosità, nelle curve che cerca di nascondere ma che quando vengono mostrate fanno la loro bella figura. I dialoghi, le riflessioni di Nina non scadono mai nel vittimismo. Come dice a un certo punto, citando i Bluvertigo, Agatodemone e Cacodemone si scontrano in lei: la colta ironia rende il personaggio di Nina vivo e credibile. In-credibile. Affascinante.
Uno pseudo fidanzato, Jury, si meraviglia di come Nina baci bene. “Cos’è, credi che perché una è grassa allora non baci bene?”. Chapeau.


Nina Nihil giù per terra è la brillante e convincente opera prima di Marta Casarini, autrice bolognese. Un romanzo sospeso tra Perec e Queneau. Più che gli Esercizi di stile, le parole di Nina hanno il sapore e il profumo di Perec. Forse perché ho sempre preferito quest’ultimo a Queneau. Non so. Gli omaggi letterari e musicali di Nina non si fermano qui.
Nina elenca le tessere e carte fedeltà che possiede, catalogandole in un elenco che avrebbe fatto piacere non solo a Perec, ma anche a Chuck Palahniuk.
In un altro momento del romanzo è presente l’elogio delle mestruazioni: un impareggiabile elenco di virtù delle regole mensili femminili che Irvine Welsh e Bret Easton Ellis si godrebbero insieme, se uno dei due lo leggesse all’altro, in un pub di Edimburgo.
La descrizione della fisicità di Nina, fatta di luci e ombre dentro, di curve e smagliature fuori, sono la migliore lezione di autoironia che un romanzo può impartire. Umorismo pirandelliano a parte, la tatona bolognese si muove a suo agio in un mondo dove gli oggetti si animano e le parlano. Come Jaye Tyler nella serie televisiva americana Wonderfalls.
Due genitori che sembrano disegnati da Magnus; dialoghi brillanti con le amichette del cuore, dai nomi orwelliani; gonne acquistate a Londra, dove le donne sono abbondanti ma nessuno se ne lamenta, che non riescono a contenere fianchi prosperosi. Fantastica Nina. Dopo una serie di ragazzi/fidanzati penosi l’amore, o una specie deformata e deformante di tale sentimento, riesce a fare capolino nell’esistenza di Nina. Un ragazzo con le sembianze di Billy Corgan, un clone del frontman degli Smashing Pumpkins. Wow. Doppio wow.


Un passo indietro, ora. Nel 1994 sono usciti due romanzi, due bildungsroman in cui molti dei giovani e adolescenti di allora, ora trentenni e più, si sono identificati: Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi e Tutti giù per terra di Giuseppe Culicchia.
Il primo l’ho letto fresco di stampa e devo dire che non mi era piaciuto molto. Una tipa come Adelaide, nemesi e insieme sogno proibito del protagonista Alex D., l’avrei presa a calci in culo. Giuro. Il vecchio Alex aspetta e spera, invece. A me dava sui nervi. Avrei picchiato anche lui, me lo fossi trovato davanti. Una storia d’amore platonica. Liofilizzata, oserei dire. L’ho riletto dopo quattordici anni e mi ha fatto ridere e sorridere, provando un pizzico di nostalgia per quel periodo degli anni Novanta, roboante di musica. (Una seccante parentesi: il bolognese Brizzi ha dato il meglio di sé con il successivo romanzo, Bastogne. Chi non ricorda la copertina del libro con la faccia allungata e il naso a becco di Zanardi?)
Per uno come me, sempre vissuto all’ombra della Mole Antonelliana e non all’ombra delle due Torri, l’identificazione maggiore è stata con Walter, il protagonista di Tutti giù per terra. Il Nihil di Nina si addice alla perfezione al nichilismo esasperato di Walter. Che si muove in una Torino visibile ma non vista, per citare Salman Rushdie, al ritmo di Ramones e Sex Pistols, con capitoli brevi e fulminanti come le canzoni del quartetto del Queens. No Future.
Se davvero esiste un mondo parallelo dove i personaggi letterari si incontrano, spero che Walter e Alex D. incontrino Nina. Il primo per evitare paranoie, il secondo anche.
Altra mia speranza è che Andrea Pazienza, il genio fuori sede più famoso d’italia, sia riuscito a leggere il libro di Marta Casarini. Sia che si trovi lassù in cielo, o laggiù attorniato da simpatici diavoli, deve nel modo più assoluto far diventare Nina il personaggio di un fumetto. Come ha fatto con Pentothal o Pompeo. Magari ispirandosi alla paperosa Ava di Cavezzali.


Grazie Nina.


Grazie Marta."

PERSISTENCE OF ANTHRAX

Giuro che domani non posto video. Giuro. Dovevo però aggiungere un video degli Anthrax del periodo Joey Belladonna, dopo quello di ieri con John Bush. La canzone è Got The Time, cover del musicista e cantautore inglese Joe Jackson, inclusa nell'album Persistence Of Time, quinto album degli Anthrax e ultimo con Belladonna prima di Sound Of White Noise.

Buona visione e ascolto.

Zio Robbo


WALK THIS WAY

Tutto ha avuto principio (forse) con gli Aerosmith che collaborano con i RUN DMC e rielaborano la loro Walk This Way con una base rap.

Gli Anthrax, come ho detto nel post di ieri, scrivono I'm The Man, una canzone che è una presa per il culo a loro stessi (ho già chiesto: i bianchi possono fare rap? Secondo me no, solo eventualmente una sorta di ibrido, crossover, che è il rap-metal...chi vuole vada a leggersi il saggio del compianto scrittore David Foster Wallace scritto a quattro mani con Mark Costello dal titolo Il Rap spiegato ai bianchi). I'm The Man è stato pubblicato nella raccolta di B-side Attack Of The Killer B's: la base è davvero tamarra, ma il pezzo fa ancora più ridere.
Altra storia è Bring The Noise, canzone dei Public Enemy del 1987 coverizzata con l'aggiunta di un pizzico di metal.

Poi, come ho già scritto, è arrivata l'ondata. Gruppi più convinventi come Rage Against The Machine e Clawfinger, altri proprio da evitare come la peste quali Limp Bizkit e Linkin Park.

Discorso a parte per i Red Hot Chili Peppers (quando ancora erano un gruppo degno del nome...solo due album su tutti...Mother's Milk e Blood Sugar Sex Magik) e i sublimi Faith No More del magnifico Mike Patton. Ritorneremo sull'argomento.

A voi il video di Bring The Noise. Joey Belladonna con il cappellino da baseball ai piatti e Scott Ian che balla pestando i piedi a terra mi fanno crepare dal ridere! Cliccando sul titolo del post potete ascoltare e guardare l'omonima canzone degli Aerosmith.

Vi ricordate quando MTV trasmetteva Yo!Rap! e Headbangers Ball?

Buona visione e ascolto.

Zio Robbo


martedì 20 aprile 2010

RUST IN PEACE, STEELE

My Girlfriend's Girlfriend è la canzone dei Type 0 Negative che preferisco. Groupies, sesso lesbico, triangoli che noi uomini (ma anche le donne, credo) apprezziamo. La ragazza della mia ragazza è anche la mia ragazza, no?

Invito tutti ad ascoltare la bellissima cover di Black Sabbath dei Black Sabbath, contenuta nell'antologia Nativity In Black. La voce di Steele sembra provenire direttamente dagli inferi. Da ascoltare al buio, per provare la giusta intensità.

Buona visione.

Zio Robbo


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