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ACHTUNG!

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA. NON VIENE AGGIORNATO PERIODICAMENTE, QUINDI NON RAPPRESENTA UN PRODOTTO EDITORIALE EX L.62/2001

Queste sono le regole...

venerdì 25 giugno 2010

SUPERMAN DANCE

Alla fine del video sul Discotecaro viene citato il Gioca Jouer, terribile ballo di gruppo ideato dall'altrettanto terribile Claudio Cecchetto, talent-scout di nuovi mostri quali Gerry Scotti, Jovanotti, Max Pezzali, Pieraccioni, Fabio Volo, Dj Francesco. A ripensarci, il Gioca Jouer è l'equivalente di un'unghia incarnita, se ragioniamo in termini di male minore.

Psychoville
è invece una serie tv della BBC, con un gruppo di personaggi alquanto bizzarri e sopra le righe: Mr. Jelly, un clown con un uncino al posto della mano (PennyWise di It è già andato in pensione?), maleducato e rozzo; Oscar Lomax, un milionario cieco che colleziona pupazzi; Joy Aston, una donna di mezza età che non può avere figli e tratta una bambola che utilizza nei corsi pre-parto (è infermiera in una nursery!) come se fosse un vero infante; Robert Greenspan, un nano con un passato da attore porno che crede di possedere (o effettivamente ha) poteri telecinetici; David Sowerbutts e sua madre Maureen, due personaggi assurdi, fissati con i Serial Killer...e forse loro stessi sono degli assassini seriali...

I protagonisti si trovano loro malgrado uniti dalla lettera di un misterioso ricattatore, che "Sa quello che hanno fatto". Non aggiungo altro. La serie è molto arguta e divertente, con cadute inevitabili nel cattivo gusto, tipico degli inglesi, che ci hanno nel tempo regalato le Snivelling Shits (merde catarrose) e l'usanza del Picchia-il-pakistano.

Lascio il Gioca Jouer, nella versione BBC - Psychoville. La Superman Dance di David e Maureen, dopo aver compiuto un omicidio. Lo fanno per rilassarsi, per darsi un tono, in un tipico salotto molto british.

Buona visione.


Zio Robbo


mercoledì 23 giugno 2010

IL DISCOTECARO

Altra fauna urbana. Il discotecaro. Il video descrive bene questa tipologia di bipede: posso solo aggiungere che i discotecari al di sotto dei diciotto anni stanno trasformando i bus del trasporto pubblico urbano di Torino (e sospetto anche di altre città) in vere e proprie discoteche itineranti, grazie all'ausilio di piccoli telefono cellulari ipertecnologici che irradiano a un volume spaccatimpani e da lite condominiale gli ultimi successi o hit che ballano in discoteca. Aiuto.

Torino. Vallette. Mirafiori. Falchera. Lingotto. Quartieri simbolo per quelle tribù che si possono definire con una terminologia calzante: zarri, tamarri, zatamarri, tarri, truzzi. Una faccia, una razza. Anche se una decina di anni fa un amico mi mostrò gli Zamatauri di Via San Donato, famosi per muoversi alla velocità della luce su truccatissimi motorini. Wow.

Il branco. "OH TIPA MINCHIA GIRATI UN ATTIMO FATTI VEDERE IN FACCIA OH NO MINCHIA RIGGIRATI ZIOFÀ OH MA COME CAZZO TI CHIAMI?"

Buona visione.


Zio Robbo



martedì 22 giugno 2010

SO '80 # 3

Ancora ottanta. E tre. Dead or Alive: You Spin Me Round (Like a Record). 1984. Pete Burns all'apice del Kitsch.

Buon ascolto (e visione).


Zio Robbo



lunedì 21 giugno 2010

CHI TI FARESTI? # 3



Dio salvi la Regina, Ashes To Ashes e il Sun.

A sinistra Keeley Hazell, modella londinese, ex-parrucchiera e ragazza della Page 3 del Sun, pop-ular tabloid britannico che nella pagina tre ospita ogni giorno una differente ragazza inglese in topless. Robbo, il sergente di polizia Bruce Robertson, tra le pagine de Il Lercio abitualmente passava ore in bagno a m*st+r*ar*i sulla ragazza del giorno, cercando anche di espellere la Tenia che albergava e parlava nel suo intestino. Dio benedica anche Lui.

A destra Keeley Hawes, l'attrice che interpreta Alex Drake in Ashes To Ashes. Albionica anche lei. Dio salvi l'Inghilterra.

Due differenti Keeley. Chi ti faresti?

Zio Robbo non ha dubbi. Keeley Hawes/Alex Drake


giovedì 17 giugno 2010

TENEBRAE

Cinquantesimo post. Oggi lascio i migliori cinque minuti del bellissimo film Tenebre di Dario Argento. Lo assistono nella regia Michele Soavi e Lamberto Bava.

Dopo due horror soprannaturali come Suspiria e Inferno, capitoli iniziali della Trilogia delle Madri, culminato con La Terza Madre, appunto, uscito nel 2007, Argento torna al tema del serial killer spinto a uccidere da un trauma. Così come era già avvenuto nella prima Trilogia degli Animali (L'uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, Quattro mosche di velluto grigio) e nello stupendo e innarivabile Profondo Rosso.

I sussurri e le mani dell'assassino sono quelli del regista.

"L'impulso era diventato irresistibile. C'era una sola risposta alla furia che lo torturava e così commise il suo primo assassinio."

Buona visione di questi cinque minuti cinque, con Claudio Simonetti e i Goblin per le inquietanti ed efficaci musiche di sottofondo e accompagnamento.

Zio Robbo



mercoledì 16 giugno 2010

S.O.S.

Dopo aver affrontato la serie televisiva Dexter, oggi altro serial killer, dipinto in maniera eccellente su pellicola da Spike Lee nel bellissimo S.O.S. (Summer Of Sam - Panico a New York).

Nel film il regista rievoca l'estate del 1977 in cui la Grande Mela venne scossa da un'ondata di caldo torrido e dai colpi di pistola della calibro .44 di uno sconosciuto che aggrediva e uccideva coppiette e donne sole. Nel Bronx.

L'aiuto chiesto dalla polizia alla mafia locale italo-americana provoca una vera e propria caccia alle streghe. Lo spunto biografico, reale del film ruota attorna al personaggio di Ritchie, interpretato da Adrien Brody, un punk che si prostituisce in un locale gay. Il pezzetto di film che lascio narra quasi quattro minuti del film, sulle note di Baba O'Riley degli Who.

Lo sconosciuto venne poi arrestato in modo casuale dalla polizia. David Berkowitz, il killer della .44, confessò sei omicidi e vari feriti. Il caso è ancora aperto. Divenne famoso per essersi proclamato Son Of Sam, il figlio di Sam, in una lettera sgrammaticata e delirante rivenuta sul luogo di uno dei delitti e rivolta al capitano di polizia a capo dell'operazione. Berkowitz, uno schizofrenico e piromane, si proclamerà in seguito satanista. Ha sempre affermato che venne spinto a uccidere dal demone che albergava nel cane del suo vicino, Sam Carr. Da qui il soprannome Son Of Sam. S.O.S.

Condannato a sei ergastoli, ai giorni nostri Berkowitz si è pentito degli omicidi. Cristiano rinato, ha un sito che è gestito da un gruppo religioso.

Berkowitz, dal mio punto di vista, ha parecchie affinità (e poche divergenze) con altri due assassini seriali: Zodiac e il nostrano Mostro di Firenze. O Mostri di Firenze. Ma queste sono altre storie.

Buon ascolto e visione.


Zio Robbo.


giovedì 10 giugno 2010

SO '80 #2

Lo so, lo so, lo so. Molti diranno che Zio Robbo è fuori come un balcone. Oggi un video di Samantha Fox. Molti storceranno il naso...ma oltre a essere un video e una canzone terribili, lei è una piccola icona degli anni 80. La prima femmina che ha scosso i miei ormoni, che a undici anni stavano prendendo una direzione consolidata in fatto di gusti e orientamenti sessuali femminili. La Samantha Fox, albionica fino alle ossa, continua a piacermi. A Zio Robbo piace questo elemento. Non me ne vogliano i miei cinque lettori.


Buon ascolto e visione.

Zio Robbo



mercoledì 9 giugno 2010

IL NOSTRO CARO DEXTER

Altra serie targata ShowTime, il network più originale e sovversivo. Sue creature sono, per citare alcune, Secret Diary Of a Call Girl (incentrata sulla vita di una squillo perbene), Weeds (una mamma spacciatrice di erba), United States Of Tara (una donna, madre e casalinga, alle prese con un disturbo dissociativo della personalità), Californication (Hank Moody, scrittore in crisi creativa ed esistenziale, ossessionato dal sesso e dall'alcool).

Poi Dexter. Dexter Morgan. Serie basata sul personaggio creato dallo scrittore Jeff Lindsay, protagonista di cinque libri di cui tre tradotti in italiano (La mano sinistra di Dio, Il nostro caro Dexter, Dexter l'Oscuro). Taccio sulla volgare traduzione dei titoli originali e sulla pessima (a mio modesto parere) traduzione dell primo romanzo, su cui si basa la prima serie di Dexter.

Comunque. Dexter è un ematologo forense, che lavora per la polizia di Miami. Un ragazzo educato, taciturno, un po' sulle sue. Il ragazzo delle ciambelle, come lo chiamano i colleghi, visto che ogni mattina rifornisce i colleghi del distretto con i tipici donuts.

Dexter ha una sorella adottiva, Debra, che è agente di polizia. Una fidanzata, Rita, che ha alle spalle un matrimonio andato a pezzi con un un uomo drogato e alcolizzato da cui ha avuto due figli: Astor e Cody.

Dietro quest'aura di rispettabilità e perbenismo, Dexter nasconde un terribile segreto. Adottato da Harry Morgan, poliziotto e padre naturale di Debra, che ha trovato Dexter-bambino sulla scena di un orribile delitto/regolamento di conti della malavita, il nostro caro mostra un innato istinto all'omicidio. Harry riesce a educare il ragazzo, deviando la violenza in una direzione positiva. Gli insegna un particolare codice etico, il codice di Harry: Dexter non uccide a caso, ma rivolge il proprio istinto di predatore verso killer o serial killer che uccidono solo per il gusto di farlo. La negatività, la sociopatia del personaggio diventa un polo positivo, un giustiziere postmoderno che arriva ed emette la sentenza laddove la giustizia latita.

Dexter uccidendo soddisfa la propria voce interiore, quella che lui chiama il Passeggero Oscuro. Cattura le vittime anestetizzandole, preparando prima con cura una sala omicidi ad hoc, allestita con teloni di plastica trasparente per non lasciare tracce di alcun tipo e spiegando alla vittima, non innocente, il perché di tutto quello che sta succedendo, prima di ucciderlo con una ferita letale alla gola, al cuore o allo stomaco. Come trofeo, una goccia di sangue su un vetrino da microscopio per ogni vittima. Conservate con cura nella propria abitazione. Meticoloso, ossessivo, privo di emozioni e lucidissimo. Dexter fa davvero paura.

Perché a parte un cattivo rapporto con gli animali, riesce a essere il bravo ragazzo della porta accanto senza il minimo sforzo. Non puoi non amarlo. Nonostante sia un ragazzo di poche parole e appaia un po' bizzarro. Non oso pensare cosa avrebbero potuto fare insieme Dexter, Henry Lee Lucas, Patrick Bateman e Sam Berkowitz.

Sto guardando la terza serie. Ne è stata confermata una quinta, per il nostro caro Dexter. Lascio la sigla iniziale. Favoloso. La routine mattutina del Nostro sembra uscita dalla mente perversa di un Inquisitore, ogni gesto banale sembra uno spargimento di sangue o pare produrre indicibili dolori. Fino allo sguardo terribile, a fine sigla, di Dexter. Interpretato in modo sublime dall'attore Michael C. Hall.

Buona visione.


Zio Robbo.



venerdì 4 giugno 2010

GIULIA IO TI AMMAZZERÒ

Oggi una recensione scritta dal Medesimo, ospite del blog di Zio Robbo (alter ego degno di stima e rispetto). Dopo "Nina Nihil giù per terra" della simpaticissima e mitica Marta Casarini, altra scrittrice della scuderia Voras, Samantha Momentè. Peggio (o meglio) di un cavalier cortese, largo alle donne. Lascio l'attenzione alle parole. Sosteniamo Samantha, Voras Edizioni e la piccola e media (ma agguerrita) editoria italiana.

Vito Walter Luongo.

Ci sono due sorelle. Piera e Giulia. Piera è una ragazza con qualche chilo di troppo. Chili ben distribuiti. Anche se lei non lo ammetterebbe mai, neanche sotto tortura. Lo specchio le restituisce un’immagine diversa. Quella di una cicciona.

Giulia è l’opposto di Piera. Longilinea, con capelli soffici e lucenti, di un colore stupendo. Una bella ragazza. Cui lo specchio, di sicuro, restituisce l’immagine di beltà e benessere che è sotto gli occhi di tutti. Famigliari. Amici. Estranei.

Due ragazze opposte e complementari allo stesso tempo. Due sorelle. Che però non appartengono alla tradizione di Jane Austen o Louise May Alcott. No. Sono disegnate dalla penna ghignante e avvelenata di una scrittrice italiana. Un’esordiente con il botto.

Sei troppo stupida per vivere è l’opera prima di Samantha Momentè, pubblicato con Voras Edizioni. Un romanzo divertente e godibilissimo. Dal titolo, un omaggio a Milano e Vincenzo di Alberto Fortis. Guai, però, a considerarlo un libro leggero. Affronta temi complessi e delicati, che assillano il nucleo, antidemocratico per eccellenza, che costituisce la società: la famiglia.

Piera e Giulia non vanno d’accordo. Come molte sorelle. La loro situazione è particolare. Giulia in apparenza è la ragazza bella e solare che tutti adorano. Soffre di bulimia e cerca in ogni modo di rendere un inferno la vita di Piera. Quest’ultima è gelosa della sorella che tutti ammirano e adorano. Il sentimento negativo di Piera, pur non sfociando in una patologia, come quella alimentare della sorella, si trasforma in odio puro.

Litigi e guerre famigliari tra le due sorelle peggiorano quando Piera conosce Renato, chitarrista di una band sconosciuta.
Il ragazzo, lo dico senza falsi pudori, è proprio un coglione. Fatto e finito. Uno di quei finti alternativi che vogliono sovvertire il sistema scopandosi le ragazzine finte groupies o sorseggiando cocktail proletari all’ora dell’aperitivo. O peggio ancora, dell’apericena.
A me ha fatto quest’impressione. Mi è stato antipatico fin dal primo momento. Non solo per quello che provoca alla simpatica Piera.

Renato diventa il Casus belli tra Piera e Giulia. Piera soffre per Renato. Renato rimane un coglione. Giulia cerca di soffiare Renato a Piera. Si scatena l’inferno. Sullo sfondo, i genitori delle ragazze. Assenti. Immobili. Visibili solo alla fine.

Ripeto: guai a considerare, come ho letto da qualche parte, la penna dell’autrice come leggera. L’ho scritto qualche riga più su, la penna di Samantha è velenosa e carica di humor nero. Nerissimo. Se ragioniamo in termini di leggerezza e pesantezza Kunderiani, allora la penna dell’autrice è pesante. Lancia dardi al curaro che lasciano il segno.

Ogni capitolo del romanzo, al principio, descrive un avvelenamento e i suoi nefasti effetti. In rigoroso ordine alfabetico. Palahniuk ne sarebbe davvero compiaciuto.
Piera sogna. Di diventare magica. Magica. Con i suoi poteri annienta la sorella. Infliggendole tormenti sempre più elaborati e ricercati. I sogni di Piera, in rigoroso ordine numerico, travalicano i confini del reale e fanno morire dal ridere. Nel sogno numero otto Piera può infliggere sette piaghe, sette terribili castighi, come una divinità post-moderna. Wow.
La zia di Piera. La zia Piera. Da cui la ragazza ha ereditato il nome. Un nome del cazzo (non me ne vogliano le Piera del mondo, si giustifica la protagonista). La zia le appare sotto forma di fantasma, per darle cattivissimi consigli e riuscire a salire le sfere piramidali celesti, in attesa della morte di qualche loro famigliare. Magari la stessa Giulia.

Poi.
Piera che deve comprare un paio di stivali. Deve uscire con Renato. Sclera di brutto per trovarne un paio indossabili. La situazione, una volta risolta, si conclude come una sorta di musical improvvisato. Doppio wow. La vita è meravigliosa. Piera dixit.

Inoltre.
Piera che legge la biografia di Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice di Correggio. Triplo wow. Un tocco di classe per un lettore (come il sottoscritto), appassionato dell’argomento Serial Killer. La Leonarda. Chissà se Piera o Samantha hanno visto Gran Bollito, di Mauro Bolognini, con Shelley Winters nella parte (cinematografica) di Lea alias Leonarda. Lo consiglio a entrambe. Un gran bel film.

Infine.
Una ricetta impeccabile. Un finale da capogiro, che ribalta di centottanta gradi tutto quello che abbiamo letto fino a quel momento. Un gran bel finale, con quel grado di follia e paranoia che ho trovato in capolavori cinematografici quali L’inquilino del terzo piano di Roman Polanski o letterari come Misery di Stephen King.

Che dire? Ho esaurito i wow di giubilo ed esclamazione. Bisogna leggerlo. Dialoghi perfetti, libro divertentissimo. L’autrice, allo scorso Salone (e non più Fiera, grazie al cielo) del Libro di Torino mi ha autografato il romanzo. Impreziosendolo con una dedica a Zio Robbo.

Giulia. Io ti ammazzerò.
Dicono Fortis/Piera/Samantha.

Io sono felice e contento. Sono morto. Avvelenato dalle risate. Anzi. Seppellito dalle risate.

Who am I to argue?'Nuff Said



martedì 1 giugno 2010

SO '80 # 1

Altra rubrica. Anni ottanta. A me son sempre piaciuti. Musica compresa. Estetica (Kitsch) compresa.

Cominciamo con i New Order, già Joy Division fino al suicidio di Ian Curtis. La canzone è Blue Monday.


Buon ascolto e visione.


Zio Robbo


lunedì 31 maggio 2010

IL GRUNGE

Un video di Urban Jungle molto cinico, dedicato al fenomeno Grunge.

A distanza di tempo mi accorgo che l'unico album veramente bello dei Nirvana, fenomeno nel fenomeno del grunge, è stato In Utero.

Gruppi invece meno commerciali del combo di Cobain & Soci hanno resistito alla dipartita del biondo e disperato cantante di Aberdeen (Wa): Alice In Chains, Stone Temple Pilots, Soundgarden (per citare solo alcuni).

Una fauna molto particolare, un movimento che ha attraversato gli anni 90 lasciando un segno.

Lettura consigliata: Un Amore dell'Altro Mondo di Tommaso Pincio.

Buona visione.


Zio Robbo



venerdì 28 maggio 2010

LA STRADA

Oggi esce al cinema La strada, versione cinematografica del capolavoro omonimo dello scrittore statunitense Cormac McCarthy.

Non voglio spendere troppe parole. Consiglio il romanzo. E vado a vedere il film spinto da una certa curiosità. Appena visionato, magari, tornerò sull'argomento.

Intanto lascio una video-intervista dello scrittore Giuseppe Culicchia dedicata al capolavoro di McCarthy.

Buona visione.

Zio Robbo



giovedì 27 maggio 2010

CHI TI FARESTI? # 2



Altro giro, altro voto...chi preferite, cari lettori e lettrici? Chi vi fareste? Ma soprattutto: chi è Jeffrey Dean Morgan, papà Winchester nella serie tv Supernatural e chi invece Javier Bardem?

Prima di farveli, dovete scoprirlo. Gemelli. Gemelli Diversi? (Perdonate il corsivo, non volevo citare direttamente quel gruppo di zarri che spopolava fino a qualche anno fa e che spero si siano estinti nel frattempo. Si fingevano rapper ma erano solo un gruppo di bianchi zarrissimi come le loro zarrissime canzoni...vallo a spiegare, il rap, ai bianchi!)

Buon televoto.


Zio Robbo

mercoledì 26 maggio 2010

CHI TI FARESTI? # 1

Partiamo con una nuova rubrica. Votazione aperta a tutti gli uomini e a tutte le donne.

Chi preferite tra la colombiana Sofia Vergara a sinistra e l'inglesissima - (di Hexham) - a - dispetto - del - nome Francoise Boufhal a destra?

Sono aperte le votazioni. La Vergara ha partecipato anche alla serie televisiva Modern Family, girata con lo stile del falso documentario.

Zio Robbo preferisce Francoise. Anzi, come si dice su Fac(k)ebook: a Zio Robbo piace questo elemento.

Via al televoto. Fatevi sotto.

Zio Robbo

martedì 25 maggio 2010

PUNK IS DEAD?

Un altro video da Urban Jungle. Dopo il metallaro, il punk. Guardate, meditate, commentate.

John Lydon per me è ancora molto punk. Dopo i Sex Pistols, dopo i Public Image Limited, dopo Open Up con i Leftfield, in cui si è ceduto il posto al computer e al sintetizzatore verso i tradizionali strumenti bassobatteriachitarra, dopo L'Isola Dei Famosi in salsa albionica, a me fa ancora ridere. Quando augura ai vecchi punk di non incastrarsi tra loro con le sedie a rotelle, ai concerti. Quando, durante il reality show, viene attaccato e inseguito da un branco di struzzi, che lui aveva disturbato (leggi: provocato).

L'Oscar al punk andrebbe conferito a GG Allin (se fosse ancora vivo) e ai Murder Junkies. Provare, guardare e ascoltare per credere. Altro che Bad Religion.

Buona (divertente) visione.

Zio Robbo



venerdì 21 maggio 2010

WHAT IT FEELS LIKE FOR MADONNA

Oltre a essere una M.I.L.F. di tutto rispetto, è mitica. Come tutti i miti o la ami o la odi.

Leggenda vuole (sempre che di leggenda si tratti) che il dj veneziano Cristiano Spiller l'abbia mandata a quel paese (ma potrei sbagliare).

Sean Penn qualche pizza in faccia gliel'ha mollata. Guy Ritchie a stare con lei si è rincoglionito, e dopo aver fatto bei filmi come Lock&Stock e The Snatch (consigliati dal blogger e amico La Firma Cangiante) si è un po' perso. D'altronde se stai con Madonna la rotta la perdi. Ora che si son lasciati Ritchie sembra essere tornato sul Pianeta Terra.

Lascio un video di Madonna con Guy Ritchie alla regia...un remix, ma il personaggio interpretato dalla Louise Veronica pare essere uscito da un film di Tarantino.

What It Feels Like For a Girl
.

Buon ascolto e visione.

Zio Robbo



giovedì 20 maggio 2010

SONG 4 MUTYA

Per me è fichissima. Soprattutto da quando ha mollato quelle due zoccole di Keisha e Siobahn, con le quali formava le Sugababes.

Mi piace perché è un bel po' tamarra. Lascio il video di Real Girl, con il campionamento del brano It Ain't Over 'Til It's Over di Lenny Kravitz.

Se cliccate sul titolo del post potete guardare il video di Mutya con i Groove Armada, un pezzo zarrissimo che è anche il titolo del post odierno.

Guardate quanto è figa. Pardon, quanto è bella.

Buona visione e ascolto.

Zio Robbo



mercoledì 19 maggio 2010

UPTOWN GIRL vs ASHES TO ASHES

Ashes To Ahes. Again. Lascio la preview del secondo episodio della terza serie che sto seguendo (finora hanno sottotitolato tre puntate sulle otto previste).

Ci sono tutti. Gene Hunt. Chris Skelton. Ray Carling e un tipo che non sono riuscito a inquadrare. Chi cazzo sarà?

Poi. La bellissima Alex Drake, interpretata da Keeley Hawes. L'Audi Quattro, mascotte della serie.

Ancora. La canzone Uptown Girl di Billy Joel, da cui è tratto lo spunto della preview. La stessa canzone l'hanno rifatta pure quei bambocci della boyband irlandese Westlife. Lasciamo perdere.

Domanda: perché la BBC produce serie tv e preview fichissime? Perché qui da noi, nel paese dei santi, poeti e navigatori questo non accade? La risposta la conosco, ma non voglio ricordarmene.

Se cliccate sul titolo del post, video originale di Billy Joel. Qui sotto, il pezzetto da Ashes To Ashes.

Buon ascolto e visione.

Zio Robbo


martedì 18 maggio 2010

LOVE WILL TEAR US APART

Proprio così. L'amore ci farà a pezzi. Trent'anni or sono Ian Curtis, voce e frontman dei Joy Division, decise di togliersi la vita impiccandosi a una rastrelliera in cucina nella sua casa di Macclesfield.

Un inferno, quello di Ian. Un inferno che però coincideva anche con il successo della band in cui cantava, i Joy Division. Due album bellissimi: Unknown Pleasure e Closer, uscito postumo.

La disperazione di Ian Curtis. Sul palco il cantante simulava attacchi di epilessia, dal quale era affetto, e che di sicuro lo portarono alla cronica depressione che lo spinse a uccidersi. Nella canzone She's lost control Curtis racconta di un'amica che morì in una clinica di Manchester a causa delle frequenti crisi epilettiche.

La vita privata di Ian Curtis. Il matrimonio, appena diciannovenne, con la coetanea Deborah Woodruff. La nascita della figlia Nathalie. La separazione da Deborah, a causa della scoperta da parte della donna di una relazione tra il cantante e una giornalista belga.

Poi la morte di Ian. Le parole Love Will Tear Us Apart sulla lapide della tomba. Il suo verso più famoso.

Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris, gli altri Joy Division, diedero in seguito vita al gruppo dei New Order.

Anton Corbijn, fotografo e regista olandese, nel 2007 ha realizzato Control, film che racconta la vita di Ian Curtis. L'attore che interpreta Curtis è Sam Riley. Non so a voi, ma a me sembra la fotocopia del leader dei Joy Division.

Lascio il trailer di Control.

Buona visione.

Zio Robbo


lunedì 17 maggio 2010

IL METALLARO

Segnalato da due colleghi, lascio questo video di Urban Jungle. Seguiranno altri esempi di fauna metropolitana a me cari e vicini.

Guardate e ridete. Tutto vero. Il metallaro è proprio così. Provare per credere.

Bisogna ricordare Scott Ian e gli Anthrax. Di nuovo. Con loro l'immagine del metallaro ha avuto una svolta: bermuda, skate, stickball, cappellini da baseball, capelli rasati a zero.

Le ballate, poi. Le ho sempre detestate.

DALLABNIKUFESIN!

Buona visione (e tante ghignate!)

Zio Robbo


venerdì 14 maggio 2010

ASHES TO ASHES

Il plot, se così lo vogliamo definire, è identico a Life On Mars. Anche la canzone del titolo della serie è un pezzo di David Bowie.

In Ashes To Ashes Alex Drake, agente di polizia della Metropolitan Police di Londra, viene colpita da un proiettile e dal 2008 si risveglia nel 1981. Qui ritrova Gene Hunt, il capo ispettore di polizia di Manchester già collega e amico di Sam Tyler, trasferito a Londra insieme a Ray Carling e Chris Skelton.

Anche Alex, come Sam, cercherà di capire come tornare nel 2008. Avendo studiato il caso di Sam Tyler, la permanenza nel 1981 le darà anche le possibilità di mettersi sulle tracce del collega, per riuscire a comprendere la situazione in cui è stata catapultata.

Alex affronta casi di omicidio e lotterà la criminalità comune e organizzata come già aveva fatto Sam Tyler. Alla squadra composta da Alex, Gene, Ray e Chris si aggiunge la poliziotta Sharon Shaz Granger (interpretata da Montserrat Lombard).

Nella prima serie Alex viene perseguitata da un clown identico a quello interpretato da David Bowie nel video di Ashes to Ahes (se cliccate sul titolo del post potete guardare il video originale). Nella terze serie, in onda in questo periodo, Alex cercherà di far luce sul rapporto tra Sam Tyler e Gene Hunt, cercando di capire chi si cela davvero sotto i panni di quest'ultimo.

Da oscar la colonna sonora delle tre serie. The Clash, The Stranglers, Duran Duran, Ultravox, OMD, Visage, Madness. Il meglio degli anni 80. Poi la bellezza di Alex, interpretata dalla stupenda Keeley Hawes. E infine la rombante Audi 4 di Gene Hunt, simbolo e mascotte della serie.

Lascio un mix di immagini della prima serie. Colonna sonora: Fade To Grey dei Visage. Nessuno spoiler, non temete. Solo un mix.

Buona visione e ascolto.

Zio Robbo

mercoledì 12 maggio 2010

THEY LIVE!

Dopo 1997: Fuga da New York e Grosso guaio a Chinatown e prima di Fuga da Los Angeles (di nuovo con Snake Jena Plissken) e il Seme della follia (dove un detective interpretato da Sam Neill deve ritrovare Sutter Cane, scrittore di horror che vende più di Stephen King), Carpenter ci ha regalato il magnifico They Live (Essi Vivono).

Un film politico, sociologico e filosofico. Pari al potentissimo e visionario Dawn Of The Dead (Zombi) di George A. Romero. Girato giusto dieci anni prima. Come ho scritto nel post di martedì 13 aprile, l'iperrealismo di Romero affrontava con un tocco filosofico e critico la società dei consumi e quelli che sono diventati i non-luoghi per eccellenza, i moderni centri commerciali.

In Essi Vivono il protagonista John Nada (interpretato dall'attore e wrestler canadese Roderick Toombs) si trasferisce a Los Angeles dove trova lavoro come operio in un cantiere. Qui entra in possesso di una scatola colma di occhiali da sole neri. Indossandoli, scopre una terribile verità: un mondo in bianco nero dove moltissime persone hanno le sembianze di grotteschi umanoidi simili a zombi. Nada capisce che sono alieni pronti a schiavizzare l'umanità, farcendo la realtà con inquietanti messaggi subliminali, visibili solo con gli speciali occhiali da sole ritrovati nella scatola.
John cerca di affrontare gli invasori.

Nel film gli alieni non rappresentano più il male del comunismo, ma sono il Reaganismo rappresentato dagli Yuppies (comunicano tra di loro addirittura con i Rolex che portano al polso). Nada rappresenta il riscatto (eventuale) della classe operaia e di tutta la frangia degli estremisti delle teorie della cospirazione e del complotto.

Guardate sia Zombi (di cui ho già lasciato un pezzetto visivo) ed Essi Vivono, di cui lascio il momento in cui John trova gli occhiali speciali.

Buona visione.

Zio Robbo



martedì 11 maggio 2010

THE GREATEST AMERICAN HERO

Il 24 marzo scorso Robert Culp è morto a 79 anni per un trauma cranico, riportato dopo un'accidentale caduta nella sua villa di Los Angeles. Lo voglio salutare, un po' in ritardo, unendomi al saluto di tanti ragazzi che come me lo ricordano nei panni dell'agente dell'FBI Bill Maxwell nella serie televisiva The Greatest American Hero (Ralph supermaxieroe).

Culp era attore e sceneggiatore. Aveva cominciato la sua brillante carriera accanto a Bill Cosby nella serie Le Spie, tra il 1965 e il 1968.

Nel 1981 torna sugli schermi accanto a William Katt, attore famoso a livello internazionale per Big Wednesday (Un mercoledì da leoni), nel telefilm conosciuto in Italia come Ralph supermaxieroe.
Nelle tre serie Katt interpreta Ralph Hinkley, un'insegnante che riceve dagli alieni una tutina rossa che gli permette di diventare una sorta di moderno Supereroe (un Superman, visto il mantello). Ralph perde il manuale delle istruzioni e deve arrangiarsi a provare con vari e comici tentativi tutti i poteri che ha indossando la tutina rossa. Nelle puntate viene affiancato appunto da Culp che interpreta Bill Maxwell e da Connie Sellecca (Pam, la fidanzata di Ralph).

Il plot della vicenda ruota attorno ai tre protagonisti impegnati in attività superumane in un mondo reale. Ralph diventa l'antieroe per eccellenza, una sorta di supereroe con super problemi (come Capitan America). Ricordo la bellissima puntata dove Ralph ri-incontra gli extraterrestri che gli hanno lasciato la tutina in dono...puntata struggente e delicata come potevano esserlo solo alcune serie tv americane del tempo.

Ciao Robert. Ciao da tutti quelli che ricordano Bill Maxwell.

Lascio la sigla della serie. Preparate i fazzoletti. Zio Robbo è un po' stufo di scrivere necrologi di memoria. Ma è inevitabile.


Believe it or not, i'm walking on air.


Buona Visione.


Zio Robbo



lunedì 10 maggio 2010

ATTACCO SOLARE! ENERGIA!

Nel post del 7 aprile ho lasciato il video della sigla di Lupin III Planet O.

Ho pensato quindi di cominciare a inserire le sigle o le scene più significative dei cartoni animati da me preferiti. Negli anni 80, mentre la televisione forniva alle nostre mamme Dallas, Dinasty, Capitol o le telenovelas sud-americane quali Topazio, Manuela e Milagros, noi decenni dell'epoca ci sparavamo pere di cartoni animati bellissimi (di sicuro ora capisco perché sono un drogato di serie tv...quei cartoni animati erano vere e proprie serie tv!)

C'era di tutto: quelli avventurosi (Flo la piccola Robinson o D'Artagnan), quelli classici (Lady Oscar o Il Tulipano Nero), quelli incestuosi (Georgie), quelli spiritosi (Ransie la strega), quelli soft-core (Lamù, Pollon e il censuratissimo Lupin III), quelli spaventosi (Bem il mostro umano), quelli apocalittici (Ken il Guerriero), quelli che ti facevano venire voglia di impiccarti in bagno (Sarah Lovely Sarah).

Una Marea. Ricordarli tutti è impossibile.

Nelle serie robotiche per me il migliore è Daitarn 3. Una serie animata che ha fatto davvero sognare un'intera generazione. Dopo Ufo Robot Goldrake (che provocò addirittura un'interrogazione parlamentare per la presunta violenza della serie...genitori benpensanti con forconi e torce con cui appiccare roghi...Devilman era ancora di là a venire e qui in Italia sono riusciti pure a censurare L'incantevole Creamy), Jeeg e Mazinga, ecco Daitarn.

Ci sarebbe tanto da scrivere. Aran Banjo, somigliante quasi a uno 007 con la licenza di uccidere, che parla con un videofonino al polso. Beauty Tachibana e Reika Sanjo, le due bonazze al suo fianco. Garrison Tokida, che sembra il maggiordomo di Batman. Toppy. La Mach Patrol. Attacco solare. Scissione attacco solare.

I cattivi. Don Zauker, il primo mostruoso Meganoide. Koros, quella figa pazzesca, Comandante Supremo dei Meganoidi. I Meganoidi che si trasformano in Megaborg per combattere il Daitarn.

E poi lui. Daitarn. Il più grande. Che fa le faccine quando combatte. Cugino più grande del simpatico Trider G-7. Robot a basso impatto ambientale, visto che utilizza l'energia solare. Mentre i Megaborg esplodono in un fungo atomico a ogni puntata.

Se cliccate sul titolo del post, verrete rimandati a un sito particolarmente ricco di informazioni (a nome di Luca Franchi...non saltate l'intro!)

Come video, ovvio, la sigla italiana. Bellissima.

La pace regnerà nel mondo, perchè i Meganoidi verrano distrutti da Daitarn 3...e se non temi la mia potenza...fatti avanti! (Aran Banjo)

Buona visione.


Zio Robbo



venerdì 7 maggio 2010

MOONY

Grazie a Morgana, che nel commento al post su Sophie Ellis Bextor di mercoledì 5 maggio ha linkato l'esibizione dal vivo di Moony a un Festivalbar, oggi lascio il video di Moony della canzone Acrobats (Looking for balance).

Monica Bragato è una cantante italiana. La prima volta che ho sentito la sua voce il singolo che trasmettevano in radio era Point of view dei DB Boulevard, trio musicale tra house e pop(ular) music di cui fa ancora parte Tommy Vee, salito alla ribalta per la partecipazione a un'edizione del padre di tutti i Reality, Il Grande Fratello.

Poi ho ascoltato Dove (I'll be loving you), di cui Morgana ci ha regalato il video di cui sopra. Poi Acrobats, che lascio a fine post, visibile anche cliccando sul titolo dell'odierno post, onde evitare censure varie.

Nel video appare anche la gemella di Moony. La gemella. Due Moony. Zio Robbo non ha parole.

Ricapitoliamo: prima Moony (e la gemella), poi Sophie Ellis Bextor in versione Mistress BDSM. Poi Eva Amurri. Poi Madeline Zima (di cui cercherò qualche video). Poi mettiamoci pure Liz White. E poi anche Keeley Hawes. E Mutya Buena. E Sara Ramirez.

Godetevi, as usual, la voce e la bellezza di Moony. Moony, Where Art Thou?

Zio Robbo



giovedì 6 maggio 2010

CALIFORNICATION - PARTE TERZA

Ultima visione per Hank Moody. Un risveglio un po' particolare. Guest star della terza serie Eva Amurri, nella parte di una studentessa che fa anche la spogliarellista...Eva, figlia di Susan Sarandon e Franco Amurri...giudicate voi. Non mi sembra proprio un cesso a pedali, no? Infatti Zio Hank se la corica più volte.

In ogni caso, dovessi scegliere, prima Moony (di cui arriverà il post al più presto!), poi Sophie Ellis Bextor, poi Eva Amurri e se mi rimane fiato pure Madeline Zima, sogno e incubo di Hank nella prima serie. Anche tutte e quattro assieme, volendo (Zio Robbo, Zio Robbo!)

Visto che qualche censore ha oscurato per violazione dei termini d'uso Murder On The Dance Floor postato a fine post (che bel gioco di parole del cazzo!) ieri, potete cliccare sul titolo del post odierno per gustarvi la Sophie con le calzature e la capigliatura da Mistress. I roghi che infiammarono l'Europa dal Cinquecento in poi ancora fanno vedere il loro bagliori. Ahimé.

Buona Visione.



Zio Robbo (UnBound)


mercoledì 5 maggio 2010

ANOTHER DAY AT THE SOPHIE ELLIS BEXTOR SHOW!

Eccola. Di nuovo. La divina Sophie. Il video che lascio a fine post è Murder On The Dance Floor.

Non vorrei sbagliare ma a me sembra una rivistazione in chiave ironica e musicale del piccolo capolavoro di Horace McCoy Non si uccidono così anche i cavalli (vi consiglio anche l'altrettanto stupendo Un bacio e addio, dello stesso autore), trasposto in pellicola da Sidney Pollack nel 1969.

Nel romanzo e nel film si narra di una spietata gara di ballo dove dei poveri disperati devono ballare fino allo stremo delle forze...una sorta di Reality Show ante litteram (e mi sovviene anche il terribile e struggente La Lunga Marcia di Richard Bachman aka Stephen King, dove cento giovani marciatori devono marciare dal confine del Maine con il Canada fino a quando...ne resterà soltanto uno).

Sophie li elimina lei tutti gli altri. Notate che calzature indossa. Me la vedo già vestita da Mistress, che mi sculaccia con il frustino...wow! Zio Robbo in chiave BDSM!!

Se cliccate sul titolo, altro video della divina Mistress.

La prossima volta toccherà all'altrettanto stupenda Moony (chi se la ricorda alzi la mano).

Buon ascolto e visione.


Zio Robbo (Bound)


lunedì 3 maggio 2010

SUPERNATURAL

Volevano sospenderla alla seconda serie. Invece la CW, nata dalla fusione dei due network WB e UPN, ne ha confermata una sesta.
Per fortuna.
FlashForward e Supernatural sono le Serie Tv che adoro più delle altre, in questo preciso momento storico.
Quest’ultima narra le vicende dei due fratelli Dean e Sam Winchester e la loro battaglia contro demoni, spettri e altre varie creature del soprannaturale. I due fratelli sono pervasi dall’American Spirit, ancora più di Snake Plissken nel finale di Escape from Los Angeles. Altro che Star and Stripes. Loro sono le stelle e le strisce della bandiera.

Il punto di partenza della serie è la morte della madre dei due ragazzi a causa di un demone che incendia la loro casa. John, il padre, riesce a portare in salvo i figli.
La prima serie mostra il ri-avvicinamento dei due fratelli ormai adulti. La morte della fidanzata di Sam, uccisa in modo identico alla madre, convince il ragazzo a seguire il fratello maggiore nella caccia ai demoni. Il padre, ex-marine, ha addestrato i figli all'eliminazione di ogni tipo di essere soprannaturale.
La caccia, dunque, riprende. Dean e Sam, a bordo di una Chevrolet Impala, come in un road-movie, si muovono attraverso gli Stati Uniti d’America alla ricerca del padre, eliminando demoni e quant’altro. Le puntate, seppur legate tra loro dal filo rosso della caccia e della ricerca-assenza della figura paterna, sono molto più auto-conclusive rispetto alle serie successive.
In queste, infatti, si aggiungono un patto demoniaco tra John Winchester e il demone Azazel e un contratto che costringerà Dean alle pene dell’Inferno, nella versione televisivo-dantesca dei gironi infernali.
Nella quarta serie, la migliore a mio parere, alla tradizionale battaglia con i demoni si aggiunge quella degli angeli del paradiso contro i demoni, per impedire l’apertura dei sessantasei sigilli che permetterebbero la liberazione di Lucifero.
Liberazione che però avviene. Si scatena l’Apocalisse, i quattro cavalieri compaiono sulla terra, l’umanità attende l’intervento (Provvidenziale? Distruttivo?) degli Arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele. Chissà come finirà la quinta serie. Quale sarà il ruolo e il destino dei due Winchester? Che cosa avranno preparato gli autori per la sesta?

Una curiosità. Guardate una foto di John Winchester (interpretato dall’attore Jeffrey Dean Morgan) e guardate una foto di Javier Bardem. Ditemi se non sono gemelli separati alla nascita.

Lascio un riassunto della prima serie, sulle note di Carry On Wayward Son dei Kansas.

Buon ascolto e visione.

Zio Robbo


venerdì 30 aprile 2010

LA HAINE

Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: "Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.

Quando ho visto per la prima volta il film La Haine di Kassovitz era un sabato sera di non mi ricordo più quale mese del 1995 o 1996. Credo fosse il 95. Non rammento se primavera o autunno. Ero insieme con una ragazza, Teresa, e facevamo coppia fissa da qualche settimana. Pioveva. Non avevo ancora l'auto.

A lei non piacque per niente. Io rimasi entusiasta. A lei non piacque perché l'avevano proiettato in francese, con i sottotitoli. Quando lo rividi qualche anno dopo, in italiano, capii che era stata una fortuna vederlo sottotitolato. In italiano non rende così bene. Poi qualcuno mi spiegò che i dialoghi originali erano in verlan, il gergo parigino dove le parole vengono pronunciate al contrario.

Mi aveva colpito la potenza espressiva delle immagini. Il bianco e nero. La storia, semplice, di Vincent, Hubert e Saïd. Un ebreo, un negro e un maghrebino. Come una barzelletta. Che però non fa ridere.

Ventiquattro ore nella vita di questi tre ragazzi. Dopo la rivolta delle banlieue per l'uccisione di un ragazzo da parte della polizia. Vincent trova la pistola di un poliziotto. Ecco la metafora della frase in corsivo, di Hubert, a inizio post.

Guardate La Haine. In lingua originale. Kassovitz nel tempo si è davvero perso per strada. Nel film interpreta la parte di uno skinhead che poi ha la peggio sui tre ragazzi.

Noi italiani non saremo mai come i francesi. Loro sono riusciti a rovesciare una monarchia. Noi siamo l'italia da operetta. Il popolo di santi, poeti e navigatori. L'esercito di Masaniello.

Il 90% dei ragazzi alternativi, di sinistra, quelli dei centri sociali, non saranno mai dei veri proletari. Fingeranno sempre si esserlo. Fino a quando l'azienda del papà o lo studio rinomato della mamma aprirà loro le porte di un (dorato) futuro.

Termino con le parole di Pasolini. Io detesto la brutalità della polizia e qualsiasi tipo di violenza che metta a tacere la libertà di espressione dell'individuo. Dai roghi del Cinquecento alla violenza generalizzata nei paesi dove non ci si può opporre a un regime. Però Pasolini aveva ragione, dopo la Battaglia di Valle Giulia. Fascismo di sinistra? Ma per piacere.

Quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti. Perché i poliziotti sono figli dei poveri.

Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri.

Lascio la parte iniziale de La Haine.

Buon ascolto e visione.


Zio Robbo



giovedì 29 aprile 2010

CALIFORNICATION - PARTE SECONDA

Hank Moody again.

Dalla seconda serie. Un incontro al supermarket. In perfetto Moody's style.

Buona visione.

Zio Robbo (con un mal di testa impertinente)




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